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La località Sabbione invece è posta nella vallata sulla antica strada tendente da Pavia a Mortara; è nominata in una carta del 1192, di cui ci conservò copia lo storico pavese Ballada, e per essa sappiamo esser il prevosto di S. Giovanni in Domnarum venuto a transazione con certi Piscaria riguardo ad un prato ed un canneto posto ad Sablonum.
Il Pianzola dice che era comunello e parrocchia e nel medioevo fu dissodato dai monaci di Carbonara. Aveva la chiesetta dedicata alla natività della Madonna e già ne era patrona l'Ospedale di Pavia.
Nel 1374 fecero i pavesi costruire al Sabbione una bicocca, torre destinata a ricevere armati per vigilare sulle mosse del nemico. Pare che questo ufficio fosse adempito dagli stessi abitanti. Un ordine della Comunità di Pavia del 1387 dispone perché sia riparata la strada che conduceva a Sabbione - fiat reaptatio stratarum a Sablono usque prope pontem Gravaroni - Sabbione è anche nominato in altro decreto municipale pavese dell'11 febbraio 1493.
Furono signori di Sabbione, da circa la metà del 1600 sino verso la fine del 1700, gli Olevano, feudatari della vicina Cava. Sabbione per un certo periodo appartenne anche all'insigne casa Medda.
L'antico Sabbione, che è nella parte alta, è territorio di Carbonara, mentre la parte in basso è sotto S. Martino Sicc. In totale, al 1982, vi erano quattro famiglie (nel 1800 veliti circa).
Qui, su un rilievo del dosso, era nata la chiesetta di Sabbione. Di questo oratorio poco si sa. Certamente è molto antico e si presume fosse stato costruito verso il Mille. Appellato allo Spirito Santo, serviva per officiare domenicalmente per il piccolo abitato. Fatta a capanna, da un po' di anni abbandonata e spogliata di tutto, ora e per metà crollata e pericoloso accedervi. Aveva sull'altare in mattoni e raffigurato su pala murale l'immagine della Madonna chiamata nel sonno, opera di anonimo, e su un fianco un affresco raffigurante il Crocefisso di egregia fattura, anch'esso di autore ignoto.
In riguardo al titolo, il Tagliacarne scriveva (nella metà del 1800) essere questa sotto il titolo di S. Tommaso. Era chiamata anche S. Anna!
Detta chiesetta (o ruderi), come la località, sono ancora di proprietà dell'Osp. S. Matteo di Pavia.





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